Il momento è ora. Come procediamo? Parliamone tutti senza esitazioni

di Carlo Di Marco

CARLO

   Il documento pubblicato da Anna Falcone e Tommaso Montanari in occasione dell’intervista di lunedì scorso, come mi auguravo, rispetto all’attuale fase del percorso “Brancaccio” offre elementi di ulteriore chiarezza e nuovi suggerimenti operativi per tutti.

   Siamo partiti in Abruzzo con una bellissima assemblea il 9 agosto e poi con un’altra il 13 settembre insieme ad Anna Falcone, vi sono state altre iniziative e altre ancora sono in itinere. Il documento Falcone-Montanari sopra richiamato offre ulteriori impulsi che mi permetto di segnalare all’attenzione di tutti.

   Sotto il profilo politico si ribadisce l’inesistenza di barriere e preconcetti. Anzi, si ribadisce subito il massimo rispetto per «ogni percorso politico» che si muove a sinistra, cui nessuno di noi deve opporsi, ma una delle peculiarità del nostro movimento (che lo rende nuovo) è nel fatto che esso è rivolto a chi non ha voce: quelli che non si riconoscono più nella politica, nei partiti e che lentamente stanno diventando la maggioranza degli aventi diritto al voto. Però quel popolo c’è! E’ stato presente il 4 dicembre nelle urne ed ha respinto lo snaturamento della Costituzione, bocciando il renzismo senza mezzi termini.

   Altra nostra peculiarità è nel metodo democratico. Abbiamo ritenuto, infatti, e riteniamo con pervicacia, che ogni decisione non deve più venire da nessun vertice, ma dalla base. Dalle assemblee e dalle occasioni di incontro collettivo con i cittadini, secondo un metodo che in Abruzzo abbiamo già indicato e condiviso con delle linee guida che ormai ci animano nelle nostre iniziative. Noi continueremo con le “cento piazze”. Decideremo tutto nelle assemblee. Quanti si avvicinano a noi devono tenerne conto. Non c’è spazio per riciclati, ricicloni e riciclabili. Né per candidature e ruoli imposti da vertici di alcun genere. Chi pensa questo può seguire il verticismo di sempre. Va bene pure, ma non con noi del Brancaccio.

   L’obiettivo è la costruzione di un “polo civico” e di sinistra che possibilmente confluisca, per l’immediato, in una lista unica nazionale, ma che abbia, come successiva risoluzione, la nascita di un soggetto politico nuovo di sinistra che in Italia non c’è ancora. In altri termini, quando si afferma nel documento dei garanti nazionali “andare oltre le prossime elezioni” vuol dire a mio avviso che, ove dovessimo verificare l’inesistenza delle possibilità oggettive di incidere con una lista unica nazionale, nessuno può escludere che si possa decidere di saltare questo prossimo turno politico ma, per esempio, non quello delle amministrative. E comunque di proseguire senza esitazione alcuna alla costruzione del soggetto politico nuovo anche per futuri appuntamenti.

   Nell’ultima parte del documento, come speravo, i due garanti danno delle indicazioni operative molto importanti dalle quali in Abruzzo dovremmo ripartire subito: puntare a un’Assemblea nazionale entro novembre (non quella preannunciata da Roberto Speranza: almeno al momento non mi sembra ci siano le condizioni perché lo sia) che decida su programma e candidati privilegiando giovani e donne. Una grande assemblea, si badi, “da eleggere” evidentemente nei territori non con primarie mediatiche e finte, bensì con criteri che valorizzino «coloro che si spendono in attività politiche, sociali, di volontariato, ecc..». A tale proposito, i garanti nazionali indicano anche un modo: questo processo deve essere garantito da un comitato di “facilitatori non candidati”.

   Alla luce di quanto detto, credo che sia giunto il momento di passare alle cose pratiche e mi permetto di indicare a tutti alcuni passaggi operativi da dettagliare, ma previa acquisizione delle opinioni e delle indicazione di tutti i compagni.

  Elezione in assemblea regionale aperta di un comitato di garanti regionali (non candidabili alle prossime elezioni politiche nazionali, su base provinciale, non appartenenti a organi dirigenti di partito, indicati secondo metodo democratico) che facilitino il percorso partecipativo che conduca a:

  1. Elezione dei rappresentanti regionali all’Assemblea nazionale di Novembre;
  2. criteri e regole democratiche partendo dalle nostre linee guida, per l’eventuale formulazione di candidati alle elezioni politiche nazionali.

   Credo che su questo dovremmo aprire un dibattito con dei termini temporali: l’Assemblea regionale, infatti, dovrebbe svolgersi nella prima settimana di novembre 2017. Tutti possono inviare il loro contributo al blog mandandolo a democraziaeuguaglianzaabruzzo@gmail.com

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4 pensieri riguardo “Il momento è ora. Come procediamo? Parliamone tutti senza esitazioni”

  1. In merito alle proposte organizzative: credo che un minimo di struttura debba esserci ma che tale struttura (non esistendo uno Statuto) debba essere concordata in assemblea. Riguardo alla proposta specifica, ho una domanda ed una obiezione. La domanda è: che ruolo ha la figura di garante? In pratica quali sono le funzioni di tale organismo? Anche Grillo è garante incandidabile del m5s ma di fatto ha potere assoluto su qualsiasi scelta! L’obiezione riguarda la reiterata ossessione a voler distinguere fra iscritti a partiti e non iscritti. Partendo dal fatto che nessun partito oggi possa considerarsi un partito di MASSA, non capisco quale sia il problema. Il problema si porrebbe nel momento in cui qualche “partito”od organizzazione volesse egemonizzare il gruppo. Ma questo rischio potrebbe concretarsi anche semplicemente attraverso il semplice coagularsi di gruppi (d’interesse o di semplici amicizie) che si organizzino un minimo. E comunque non esclude che le forze polutiche e/od associative utilizzino il loro peso per favorire una o piu persone nello specifico. Inoltre tale pratica la vedo dissonante rispeto alla logica fondante che è proprio quella di unire realta organizzate (partiti ed associazioni) con singoli cittadini. L’idea proposta anche per questo mi pare discriminante. Per concludere aggiungo che ogni scelta fatta vada presa in maniera assembleare e che le persone che dovranno farsi carico di eventuali responsabilita coprano quanto piu possibile il territorio e vengano votate e selezionate in base a criteri che riguardino la preparazione politica, la disponibilta a svolgere l’attivita politica costante, la presenza all’interno delle lotte..etc piu che soffermarsi all’appartenenza o meno a gruppi organizzati

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  2. Pubblichiamo il contributo di Gennaro Montella pervenuto in posta elettronica

    Penso anch’io che bisogna passare ai fatti.
    Leggo ormai quotidianamente dichiarazioni di Falcone e Montanari, e temo che questa sovraesposizione mediatica, senza proposte concrete in termini di programma, possa nuocere al Movimento.
    Mentre gli altri partiti cosiddetti di sinistra parlano di concetti di coalizioni oggi, di rottura della coalizione del giorno prima, domani, di massimi e minimi sistemi, accordi con Pisapia/Renzi o Pisapia senza Renzi, e zero di programmi; spero che il Movimento del Brancaccio dia una risposta alle aspettative dei Cittadini, non entrando in questi meccanismi; ma distinguendosi perché antepone il contenuto dei suoi programmi alle coalizioni.
    Onestamente, ho trovato un po’ approssimativo dire di far nascere il programma dall’esigenze dei Cittadini; come se uno vivesse sulla luna, e non conoscesse le esigenze reali dell’Italia.
    Ho già espresso il mio parere sulla fretta di partecipare a queste elezioni; e vedo che ciò comincia ad essere oggetto dei discorsi di Falcone e Montanari. Bene!
    Quindi ben venga l’elezione di un comitato di garanti regionali.
    Ma verifico che si è già passati alla designazione di eventuali candidati alle elezioni politiche nazionali. E insito nel dire che, senza un programma politico, questi non andranno da nessuna parte.
    Propongo che, a latere dell’elezione del comitato di garanti regionali, noi abruzzesi redigiamo un programma politico completo da sottoporre agli altri, in sede di assemblea nazionale. (In pratica, ci si accorda per vedersi da qualche parte, e si redige una bozza di programma)
    Sono disponibile ancora una volta a lavorare in tal senso.
    P.S. quanto sopra rappresenta anche il sunto delle impressioni emerse durante la riunione tenutasi a casa mia venerdì scorso, a cui ho invitato l’UDI ed altri amici, anche non di sinistra, per avere un loro parere sul Movimento.
    Gennarro Montella

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  3. Pubblichiamo il commento di Franco Cilli arrivato in posta elettronica.

    Riscrivo il mio commento, visto che il primo non è andato. Credo in sintesi che i “facilitatori” o coordinatori eletti dall’assemblea siano uno strumento scontato. D’accordo sulla loro non eleggibilità. Il loro compito ovviamente è solo di coordinamento delle attività e del corretto svolgimento delle assemblee e delle loro deliberazioni, e non certo di purezza della linea. Vorrei sottolineare, come già detto in precedenza, che il percorso che stiamo facendo non ha a mio avviso un carattere costituente, se non in una prospettiva di lungo periodo e in parallelo con altri percorsi. Ovviamente il radicamento di una nuova forza di sinistra non sarà funzione unicamente delle capacità organizzative, ma soprattutto della capacità di leggere i fenomeni sociali e di tradurli in politica. Rimango del parere che il percorso del Brancaccio debba proseguire in maniera autonoma da quello dei partiti, che in soldoni vuol dire fare liste separate che poi convergeranno in un’unica lista. Ribadisco che perseverare con un lessico che esprime unicamente contenuti generici, buoni sentimenti e buoni propositi, significa solo una dolce morte. Un manifesto politico elettorale non è un trattato teorico o un racconto di buone intenzioni, è un condensato di proposte pratiche e parole d’ordine chiare:
    abolizione della Fornero;
    abolizione del jobs act;
    abolizione della legge sulla buona scuola;
    ecc ecc.
    Ci sono cose che devono diventare elementi fondanti del nostro programma e vanno ripetute come un mantra se si vogliono consensi. I presupposti teorici e il contesto politico-culturale in cui ci muoviamo servono a distinguerle dalle proposte di uguale segno di un Salvini

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  4. A quasi una settimana dalla pubblicazione del mio articolo dal titolo “Il momento è ora. Come procediamo? Parliamone tutti senza esitazioni” (scritto solo per avviare un minimo di dibattito organico su questioni organizzative importanti), sono arrivati tre qualificati contributi su cui mi soffermerò fra breve. Noto, tuttavia, che l’articolo è stato visualizzato da 104 persone, ergo, nel rapporto fra visualizzazioni e desiderio di dare un contributo, siamo in perdita netta. Se a questo aggiungiamo che su facebook invece le cose le diciamo, forse dovremmo un po’ chiaririci: Facebook non è il luogo del dibattito, bensì, nella migliore delle ipotesi, quello delle cose dette in modo disorganico e, nella peggiore, quello del chiacchiericcio inconcludente. Quando si apre un dibattito organico, risponde solo il 3% scarso dei compagni.

    Detto questo passo al merito delle questioni che ho posto nell’articolo sopra richiamato.
    Premetto che le modalità suggerite nel documento Falcone-Montanari sono meramente indicative. I due non hanno poteri decisionali, né da noi in Abruzzo c’è qualcuno che ne abbia. Ad esempio si può anche decidere di evitare l’elezione dei garanti regionali e dei delegati alla seconda assemblea nazionale. Questo non toglierebbe nulla alla validità di “appartenenza” al movimento del Brancaccio. Per quanto mi riguarda, sulla base del documento Falcone-Montanari che condivido ho solo fatto delle proposte e chiesto a tutti di formulare la loro opinione come hanno fatto Matteo, Franco e Gennaro.
    Credo che i garanti debbano essere scelti nei territori da assemblee libere e democratiche (svolte cioè secondo i principi delle linee guida che già ci siamo dati). L’appartenenza ai partiti non rileva affatto. Nessuno si permetterà di chiedere a nessuno quale sia la tessera di partito che ha in tasca. Le uniche preoccupazioni che avevo (e restano) sono che il Comitato di Garanti potrebbe riempirsi di dirigenti di partito o futuri candidati. I limiti da me proposti, pertanto, non riguardano l’adesione del garante o meno ai partiti, bensì quello di non esserne un dirigente, e che non ponesse la sua candidatura alle prossime politiche. Tutto qui.
    I garanti semplicemente coordinano e garantiscono il percorso democratico e partecipativo che abbiamo intrapreso. Per essere più concreti: coordinano (dunque convocano e facilitano) le assemblee regionali e provinciali, ne garantiscono la democraticità sulla base delle linee guida che ci siamo dati. Unico organismo che decide su tutto è l’Assemblea (numerosa, più numerosa, meno numerosa…non ha troppa importanza. L’essenziale è che sia stata veramente e compiutamente pubblicizzata). Insomma, i garanti sono “facilitatori” del percorso e sono a disposizione. A mio avviso dovrebbero essere due per ogni provincia più un rappresentante per ogni zona un po’ disagiata come Vasto, Lanciano per il chietino; Sulmona per l’Aquilano; Val Vibrata per il teramano. Penso a 13 compagni. Ma, ripeto, è solo una proposta.
    Credo che le assemblee così concepite possano già iniziare a svolgersi anche nei contenuti politici e programmatici suggeriti da più di un intervento. Non c’è qualcuno che dà il via, ma se ci limitiamo a scrivere su facebook senza dare alcun contributo nell’unico strumento a disposizione di tutti che è questo blog (creato apposta da chi ha avviato il percorso), credo davvero che sciupiamo il tempo.

    Provo a rilanciare degli steps:
    1. Convocazione delle assemblee territoriali con vari odg, ma sarebbe tempo che ci siano anche “elezione di n. 2 garanti per il Comitato regionale; elezione dei delegati provinciali all’assemblea nazionale di novembre; prospettive politiche regionali e nazionali: orientamenti e proposte”
    2. Convocazione di un’Assemblea regionale avente il seguente odg: “elezione del Comitato regionale dei Garanti; prospettive politiche regionali e nazionali: orientamenti e proposte”.
    Per ora penso che basti, ma spero vivamente che si animi il dibattito.

    Carlo Di Marco

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