DIECI, CENTO, ASSEMBLEE ABRUZZESI TEMATICHE E DELIBERATIVE

di Carlo Di Marco

CARLO

   Il 13 settembre pescarese insieme ad Anna è nel nostro patrimonio culturale e politico, ora dovremmo metterlo a frutto per costruire.

  Dibattiti politici su tutto, rapporti con i partiti e qualche accenno polemico vanno sempre bene perché aiutano a crescere, ma ora è il momento di edificare. E scrivo poche righe solo per dire come vedo io questo percorso di costruzione, ripartendo da cose già anticipate da me e altri compagni in questo blog.

   Costruire un programma nazionale e locale dalla base vuol dire almeno due cose:

  1. dare la parola ai cittadini (questa volta sul serio non come si scriveva nei programmi elettorali di appena ieri);
  2. facilitare il ruolo attivo e deliberativo dei cittadini.

   Per dare la parola ai cittadini bisognerebbe promuovere decine e decine di assemblee tematiche (su temi specifici come ambiente, lavoro, scuola e Università, democrazia e partecipazione, incendi boschivi, casa, politiche giovanili ecc…). Basterebbe scegliere nei territori uno o più temi su cui siamo persuasi che le persone abbiano qualcosa da dire. Anche di livello locale poiché dovremmo approntare programmi politici anche per i territori locali. Non occorre un numero minimo di persone perché la democrazia comincia da due, ma ci dovremmo orientare su temi che aggregano discreti numeri. Tali assemblee andrebbero convocate con la nostra firma aggregante ed inclusiva: Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Eguaglianza – Abruzzo (oppure Teramo, Chieti, Giulianova, Penne ecc.). Sarebbe certamente utile, laddove possibile, convocare le assemblee insieme ad associazioni culturali e ambientaliste, realtà civiche come comitati di quartiere che si occupano di aggregare i cittadini già da tempo (ma, chiusi nei nostri partiti, forse non ce ne siamo ancora accorti).

    Per facilitare il ruolo attivo e deliberativo dei cittadini basterebbe applicare le linee guida che già abbiamo adottate (le pubblichiamo di nuovo a parte). Rileggendole scopriremo che:

  1. le assemblee non sono comizi, bensì procedimenti deliberativi in cui protagonisti sono i cittadini: parlano a turno, sono “moderati” da un coordinatore che non è “il capo” (a differenza di altri, non siamo alla ricerca di capi), ma si limita a facilitare il dibattito e a chiuderlo dichiarandone la deliberazione. Le Assemblee non devono per forza chiudersi in due ore. Possono anche sospendersi e riprendere il giorno successivo. L’essenziale è che tutti siano messi nelle oggettive condizioni di prendere la parola per esprimere la propria opinione.
  2. l’Assemblea è un patrimonio utilizzabile e da valorizzare. È tutto scritto in un report (ci vuole uno che lo scriva e deve esserci sempre come in Parlamento o in Consiglio comunale ecc..) dal quale si legge il metodo democratico utilizzato e le determinazioni assunte. Le adunanze del Consiglio comunale, provinciale, regionale e così via sono sempre verbalizzate, perché quelle dei cittadini invece mai? Qualcosa significherà…

   Ogni report dovrebbe essere valorizzato e messo a disposizione di tutti. Il coordinamento (volontario e informale) regionale di questa Alleanza serve anche a questo: tutti i reports con foto, allegati e quant’altro, saranno pubblicati sul blog (che perfezioneremo) e inviati a Falcone e Montanari per l’elaborazione del programma che, come si vede, solo così viene dalla base.

   Ho espresso le mie opinioni e per il momento non credo di dover aggiungere altro se non l’augurio di buona democrazia.

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