CONTRIBUTO ALL’APPELLO SULLA “ALLEANZA POPOLARE PER LA DEMOCRAZIA E L’UGUAGLIANZA ABRUZZO”

di Guglielmo Ferri

Ferri

    Nell’affrontare il processo per la costruzione di una alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza io credo che dobbiamo sfatare un falso mito degli ultimi tempi. Non è affatto vero che l’ideologia non esiste più, questo è quanto vorrebbe farci credere chi ci governa, è quanto converrebbe che noi credessimo, e ciò converrebbe ai gruppi di potere oligarchici, al partito della nazione, a Confindustria, a quelli che non fanno distinzioni tra destra e sinistra, insomma al neoliberismo ed al capitalismo.
Ma così non è e per ribaltare questo pensiero che vorrebbero far passare come dominante noi dobbiamo tornare ai fondamentali; e tra tutti i fondamentali dobbiamo riappropriarci di quello più importante, di quello che non è mai stato applicato dalla cosiddetta sinistra di governo e che è stato praticamente abbandonato anche dalla sinistra di opposizione.
Questo fondamentale è la lotta di classe. E non dobbiamo temere di essere tacciati di anacronismo, perché non c’è nulla di più attuale, in questo periodo di sanguinoso capitalismo, della lotta di classe. Si tratta di una battaglia che è in corso da sempre ma alla quale la sinistra non ha più partecipato, perché è il capitalismo che la sta combattendo e vincendo praticamente indisturbato.
Quindi per una forza politica popolare di sinistra come quella che stiamo tentando di costruire noi tornare a praticare la lotta di classe significa tornare nei luoghi di lavoro, stare nei conflitti e nelle vertenze sindacali, coinvolgere i lavoratori stessi nel processo di costruzione del programma politico.
Al di là di tutta una serie di strampalate analisi sulla fine del lavoro manuale bisogna dire che l’Italia è pur sempre la seconda industria manifatturiera europea, quindi il lavoro c’è, solo che è precario, mal pagato, oggetto di ricatto, delocalizzato all’estero, più pericoloso rispetto agli anni precedenti (lo dice anche l’Istat che gli infortuni e le morti bianche aumentano perché è aumentata l’età pensionabile ed i lavoratori sono sempre più vecchi).
Bisogna quindi tornare a dare importanza politica al lavoro, bisogna tornare ad applicare la teoria con la prassi, non fermandosi alle analisi (che pur sono importanti), ovvero mettere a punto iniziative concrete al fianco dei lavoratori nelle situazioni di conflitto (picchetti, sit-in, manifestazioni, appoggio politico negli scioperi), elaborare soluzioni e poi agire affinché vengano messe in pratica.
Io direi quindi che una delle assemblee tematiche più importanti è sicuramente quella sul lavoro, dalla quale bisogna far innanzitutto emergere chiaramente la nostra volontà di abolire la legge Fornero ed il Jobs Act, la volontà di ripristinare l’art. 18 e di ampliarne il campo di applicazione; ma contestualmente questa assemblea deve coinvolgere i lavoratori e stabilire tutta una serie di azioni concrete da portare dove sono le criticità, i
conflitti, le vertenze. Quindi dobbiamo fare assemblee tematiche e territoriali inizialmente nei luoghi dove sono presenti maggiori problematiche lavorative e deliberare azioni concrete da porre in atto.
Solo così, a mio avviso, abbiamo la possibilità di recuperare il terreno perso a favore dell’astensionismo e del voto di protesta tout court che è andato ad ingrossare le fila del movimento cinque stelle, solo rendendo pienamente e democraticamente partecipi i lavoratori, i precari ed i disoccupati nel processo di costruzione di una sinistra veramente popolare, ascoltandone le istanze e conseguentemente tornando alla prassi della lotta di classe.

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One thought on “CONTRIBUTO ALL’APPELLO SULLA “ALLEANZA POPOLARE PER LA DEMOCRAZIA E L’UGUAGLIANZA ABRUZZO””

  1. Ritengo che la proposta di Guglielmo sia senz’altro da accogliere. Bisognerebbe promuovere più di un’assemblea sul lavoro nelle quattro Province. Guglielmo potrebbe farsi promotore e coordinatore di un gruppo di lavoro per promuoverle e realizzarle.
    Carlo Di Marco

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