UNA LETTERA DAL FRIULI. UN CONTRIBUTO DEGNO DI ESSERE VALORIZZATO

di Carlo Di Marco

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Ho ricevuto una lettera di Giuseppe Del Zotto di Udine, che reputo molto importante per il percorso che stiamo facendo poiché ci aiuta a chiarire molti dubbi e perplessità che spesso ci attanagliano nel nostro percorso. Riporto di seguito la lettera di Giuseppe e la mia risposta. Invito tutti ad esprimersi e intervenire.

gent.mo compagno,

faccio parte del Comitato Brancaccio Friuli V,G. e mi permetto di disturbarti per chiederti qualcosa. Intanto premetto che quel Comitato ancora non esiste anche se c’è una quarantina di persone che hanno cominciato a incontrarsi.  Io non sono per i formalismi ma credo che qualsiasi organismo debba avere una sua struttura e sue regole democratiche di funzionamento. Nelle riunioni cui ho partecipato tutti invece si sono  gettati sui singoli temi , di livello locale ma anche nazionale, ai quali cercare di dare immediata risposta (dato che le elezioni non sono molto distanti ). Allora ho pensato che forse sbaglio io. Ma l’idea che sta per me sopra di tutto è : perchè un giovane ( o anche no) dovrebbe avvicinarsi ad “Alleanza…” ? forse perchè in Alleanza trova pronta qualche soluzione condivisibile su qualche argomento ?   O forse, come invece ipotizzo io, perchè vede uno spazio in cui non c’è un capo cui obbedire, in cui capisce di contribuire non meno degli altri a tracciare l’indirizzo e la soluzione, in cui anche lui sarà ad inventare  il rapporto tra rappresentanza,delega e  cosiddetta democrazia diretta(sempre sotto controllo della base)  ,progettare   uno spazio che è tutto da fare,non sull’imitazione dei brutti esempi dei partiti esistenti ? ; insomma perchè sente di essere un  fondatore protagonista.  Peraltro anche nell’ Appello del Brancaccio non ho visto molte preoccupazioni riguardo a questi argomenti a cui è preferito il ricorso alle tematiche locali, il rapporto che le liste civiche…..   Per piu’ mie esperienze di fondazione di partiti ( Possibile, Casa Irochesi) ho visto che se cominci così, le questioni generali di struttura, regole, formapartito, identità ,proselitismo ,organizzazione ,  non le affronterai piu’ ; e non sono questioni oziose : il declino del PD (che conosco perchè vi  ho passato un sufficiente periodo) lo sta a dimostrare ( emblema la fusione fredda ). Quindi, perchè uno di quelli che non votano piu’  dovrebbe avvicinarsi ad Alleanza dato che ci sono molti gruppi e gruppetti che tentano di dare risposte (senza avere il potere) alle solite problematiche comuni a tutti ?  Vedo che voi siete invece piu’ avanti di noi, soprattutto perchè elaborate e pubblicate (sul sito)  questioni non spicciole ma di carattere generale . Quindi mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero sulle questioni suaccennate. Ti ringrazio. Fraterni  saluti,

Giuseppe Del Zotto , Udine”

La mia risposta

Carissimo Giuseppe,

   ho deciso di mettere a frutto la tua lettera perché la ritengo un importante contributo di riflessione per tutti in questa fase così nuova e particolare di costruzione iniziato al Brancaccio qualche mese fa.

   Siamo tutti talmente abituati ad aspettare “la linea” dalle segreterie nazionali delle “cose” che volta per volta ci siamo trovati a costruire che adesso, dato che non c’è nessun “capo” che detta la linea, ci troviamo tutti un po’ spiazzati.

   In realtà, invece, vi sono punti di riferimento fortissimi e innovativi; segnali di grande discontinuità con il passato che le nostre assemblee sono sempre molto partecipate. Abbiamo creato una forte aspettativa che ora dobbiamo saper vivere. Vediamo! Dal Brancaccio sono usciti degli orientamenti molto forti:

  1. Puntare al recupero della fiducia dei cittadini sfiduciati (che fra l’altro non votano più), innanzi tutto in sé stessi, e indurli alla riappropriazione della politica nelle loro mani (questa è l’unica premessa del ritorno al voto). Non ci interessa il solo spostamento dei voti validi rimasti;
  2. Attuazione e difesa della Costituzione e del costituzionalismo, poiché dai cittadini (tornati massicciamente a votare il 4 dicembre) è venuta questa direttiva (la “linea” c’è, con tutta evidenza);
  3. Costruzione dalla base di: programma politico nazionale; programmi locali e regionali; struttura organizzativa e quant’altro occorra, attraverso migliaia di assemblee cittadine, piccole grandi, medie ecc.. senza aspettare che vengano i “capi da Roma” (che non ci sono);
  4. In tutto questo movimento assembleare e di base, attuazione del metodo democratico di cui all’art. 49 della Costituzione, perché tutti i cittadini devono avere la priorità, devono parlare per primi, devono essere protagonisti. Tali incontri di base, mai devono trasformarsi in comizi decrepiti di “capi” improbabili come purtroppo è sempre avvenuto anche nei momenti più belli del movimento operaio e popolare. In Abruzzo ci siamo dati sin da subito delle linee guida per l’attuazione del metodo democratico che ti giro. Ma anche questa non è “la linea”, è solo un orientamento che le assemblee potrebbero anche decidere di non seguire. Tuttavia, non è una cosa che si fa sulla luna, bensì in centinaia e centinaia di esperienze di democrazia partecipativa e deliberativa negli ultimi vent’anni, quando i cittadini decidono di essere protagonisti a prescindere dai partiti.
  5. Non sappiamo se ci sarà una lista nazionale del movimento del Brancaccio. Questa è una decisione che prenderemo insieme in un grande momento di sintesi che si terrà in ottobre (o giù di lì), nel quale si raccoglieranno tutte le indicazioni programmatiche e organizzative provenienti dalla base;
  6. Non ci interessano i giochi verticistici classici e decrepiti dei partiti che si alleano, si separano, si rialleano a seconda delle loro valutazioni senza nemmeno consultare la base dei loro iscritti. A questo movimento si aderisce personalmente a prescindere dalle tessere che abbiamo in tasca se ne abbiamo. Noi andiamo avanti sulla direzione del Brancaccio e non saremo la sponda di nessun partito, tanto meno del PD né direttamente, né indirettamente. Chi nel Brancaccio aderisce a un partito, prima o poi, dovrà fare i conti con probabili contraddizioni, eventuali riserve e possibili legami diventati scomodi. L’epilogo potrebbe anche essere che questi partiti si rinnovino e la smettano con i verticismi (sarebbe davvero auspicabile). Facciano pure con tutta calma. Noi siamo qui, inclusivi e partecipativi.

   Capisco, caro Giuseppe, che si tratta di un percorso completamente nuovo nel quale finalmente accade il miracolo costituzionale del capovolgimento della piramide del potere. E i semplici cittadini finalmente sono messi nelle condizioni di poter “contare”. Questi sono segnali di grande discontinuità che riempiono le nostre assemblee. E costituisce un percorso che per fortuna sorprende anche noi. Giorno dopo giorno. E ci guadiamo negli occhi stupiti. Ma andiamo avanti. Siamo qui e, se possiamo, collaboreremo nella costruzione friulana. Poi per me (nota personalissima) il Friuli è nel cuore per mille motivi. Recentemente sono tornato per illustrare le ragioni del NO a Cividale chiudendo la vostra campagna e tornerei in qualsiasi momento.

Un caro saluto,

Carlo Di Marco

 

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