COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE? PROPOSTE

di Saverio Gileno

Saverio

    In questi giorni, negli appelli di gruppi e singoli, nelle assemblee e presentazioni, quasi tutti ripetono la stessa cosa: bisogna costruire un soggetto a sinistra. Quindi su questo ci dovremmo essere, non ci siamo tuttavia sulle modalità.

    Dal Brancaccio a Piazza Santi Apostoli, passando per le tante interviste, e per gli incontri alla festa di Possibile e di Sinistra Italiana Roma, qualcosa si sta muovendo, qualcosa di ancora troppo distante, diviso ed indefinito.

    Io, studente al Liceo Classico, classe 2000, ex referente per il movimento studentesco abruzzese, iniziato dalla mobilitazione contro la “Buona Scuola”, uno dei tanti giovani pescaresi che ha lottato per l’apertura de “Lo sPaz” il centro di aggregazione giovanile pubblico ed autogestito di Pescara, partecipante alla redazione di una proposta di legge dei Collettivi per una nuova Legge sul Diritto allo Studio in Abruzzo e di diverse proposte sulla mobilità sostenibile e pubblica, ho sottoscritto l’appello regionale per proseguire il percorso lanciato al Brancaccio. Un percorso che deve vedere tutti uniti, chiarendo le ambiguità, per un nuovo soggetto a sinistra. Una sinistra radicale, che lotti per i suoi temi, che abbia l’ambizione di governare.

    Un nuovo soggetto che, a mio parere, deve riuscire a mettere insieme, partendo da un progetto, l’esistente (da SI, al PRC, a MDP, Campo Progressista, Possibile… associazioni e singoli etc etc) e quello che “non esiste”, ovvero quei singoli, quegli elettori, quei militanti che ora non si riconosco in questi soggetti.

    Tanti miei coetanei, che ogni giorno lottano per delle battaglie fondamentali per il nostro futuro, non si riconoscono nell’esistente, nelle ambizioni personali, nell’avere un posto, nelle solite frasi: vogliono sentir parlare di temi per una svolta radicale del Paese. Svolta che, se non la portiamo noi, verrà imposta dalle destre, sempre più estreme.

    Questa svolta deve partire dai giovani, da questi giovani che non si riconoscono ora nell’esistente, da pratiche nuove. Il coinvolgimento e la partecipazione non si ottengono con chiamate singolari, incontri una tantum, chiusi nelle varie “sedi”. Coinvolgimento e partecipazione? Io in questi anni li ho promossi tramite: dialogo con quanti più possibile, tanti incontri in quanti più luoghi possibile, appelli pubblici, comunicazione smart e mirata, idee e proposte, soprattutto proposte.

    Fin ora, ascoltando vari dibattiti, interviste e conferenze, ho sentito parlare dei tanti problemi che ci sono (e su questi siamo tutti concordi), è il momento di programmare e proporre. Dal livello nazionale a quello locale: è il momento di creare quello che ora non esiste.

    Quindi faccio un appello nell’appello, un appello a tutti i giovani e non, che sono in partiti, movimenti, associazioni o in nessuno di questi soggetti, a vederci, a programmare, a creare, in un grande incontro regionale, pubblico e popolare.

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